Bargagli
Bargagli, panorama
È il primo centro sulla statale per la val Trebbia dopo Genova, nell'alta val Bisagno. Deriva il nome dal monte Croce di Bragalla che la sovrasta, ed è sparso in molte frazioni. Il paesaggio è caratterizzato dai numerosi corsi d'acqua e dalle colture agricole che interrompono le macchie di vegetazione. Più in alto, i pascoli; verso la Scoffera, i boschi (acacie e castagni). Bargagli non ha subito un eccessivo spopolamento grazie alla vicinanza con Genova, che consente un agevole pendolarismo, e ad alcuni insediamenti industriali, favoriti dagli spazi e dalla disponibilità di acqua. E' un centro di villeggiatura rinomato. L'agricoltura, oltre alla storica raccolta delle castagne e alla coltivazione della varietà di granturco "meliga", vanta la curiosa tradizione degli orti a conduzione familiare: le "bisagnine" che tuttora scendono a Genova a vendere le primizie vengono in gran parte da qui. L'attività artigianale dei corallieri è molto antica, ed era presente in tutta la media e alta val Bisagno.Il toponimo Bargagli è testimoniato dal X secolo, ma il centro è molto più antico data la posizione di crocevia, per chi viene da Genova, tra la strada del sale per l'Emilia e la strada per la val Fontanabuona. Tre ponti di epoca romana sono ancora percorribili nelle località Molina, La Presa e Sottovaxe. La pieve di Santa Maria è anteriore al mille e nel medioevo era la più importante del comprensorio. L'oratorio di San Fruttuoso è del XV secolo. La frazione di Traso è già documentata nel 916, la chiesa di Sant'Ambrogio è del XIII secolo.Le mete preferite dagli escursionisti sono la frazione di Sant'Alberto, da dove parte un itinerario che attraverso la Scoffera si collega all'Alta Via, il monte Becco, dove si incontra la strada provinciale proveniente da Sori, il monte Bregalla, che si può raggiungere partendo dalla Presa, i monti Costa Lione e Croce di Fo.
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